I perché dello schiaffo di Conte a Nainggolan

Focolaio in casa Inter

Tutti i retroscena sulle dure esternazioni dell’allenatore dopo il pareggio col Parma

Lo schiaffo di Conte a Nainggolan nel post Inter-Parma non è passato inosservato. L’allenatore ha commentato senza troppi giri di parole la scarsa condizione fisica del numero 44 nerazzurro usando parole eloquenti: “Nainggolan è entrato, avete visto tutti e potete giudicare voi la sua prestazione. Io faccio le mie valutazioni e quindi cerco di portare tutti nella migliore condizione fisica. C’è chi ci arriva prima, chi dopo, chi addirittura mai. Io e lo staff ce la mettiamo tutta per mettere tutti i calciatori nelle migliori condizioni possibili di rendere al massimo“, ha spiegato Conte. Parole che non hanno fatto di certo piacere al belga ma che non avevano l’intento – come erroneamente riportato da molti – di metterlo ai margini.

Radja è considerato ancora un elemento importante da Conte, ma come è stato appunto evidente in queste sue ultime uscite, la migliore forma fisica è lontanissima. Nainggolan sembra non stare in piedi in campo e atleticamente, forse complice anche l’assenza forzata dopo il tampone positivo, è ai minimi storici. Conte ha provato in queste settimane a parlarci, a stimolarlo e a farlo sentire coinvolto nel progetto. Il centrocampista sembra non essere particolarmente allettato dalla chance di lottare per una posizione di vertice. A prevalere è la delusione per non essere tornato in Sardegna, dopo le rassicurazioni continue di Giulini e Marotta.

Ecco quindi spiegato il cambio di tendenza di Conte, che dalla carota è passato direttamente al bastone. Non ci saranno sconti per Nainggolan: se vorrà trovare spazio in questa Inter, dovrà invertire la rotta. Il mercato di gennaio non può e non deve diventare la priorità del belga: la società non ha intenzione di svenderlo neanche se gli ultimi mesi li dovesse vivere in panchina. Ecco che lo schiaffo di Conte a Nainggolan assume sempre maggior significato: caro Ninja, prendere o lasciare.

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