Il malloppo tattico sulla scrivania di Conte: ecco l’analisi tattica del Parma di Liverani

Il 3412 non funziona

Anche se breve, la pausa tra lo scorso campionato e quello appena iniziato è stata teatro di una vera rivoluzione in casa Parma. Prima di tutto un nuovo presidente. La proprietà dei ducali passa nelle mani della famiglia Krause che può vantare un patrimonio di 3 miliardi di euro. Subito dopo, poi, cambiano il DS e l’allenatore. Faggiano si traferisce a Genova sponda rossoblù, con D’Aversa che in un primo momento sembra pronto a seguirlo, ma alla fine rinuncia e resta senza panchina.

Per sostituirli arrivano Marcello Carli e Fabio Liverani. Il primo ha trascorso sette anni a Empoli dove ha contribuito a costruire le ottime squadre gestite da Sarri, prima, e Giampaolo, poi, condividendo con loro gli ottimi risultati della squadra; dopo la retrocessione si è trasferito al Cagliari dove ha fatto un ottimo lavoro investendo su giovani dall’ottimo potenziale come Nandez e Walukiewicz. Il nuovo allenatore, invece, viene dalla sua prima stagione in Serie A, in cui, al di là dei risultati (retrocessione e peggiore difesa), ha mostrato una concezione del calcio moderna, offensiva e molto tecnica. Un cambio tattico netto per i ducali, quindi, che passano dal calcio reattivo di D’Aversa a quello più offensivo e spregiudicato di Liverani.

Ma come gioca il Parma di quest’anno?

La risposta a questa domanda non è affatto semplice. Vuoi per il poco tempo riservato alla preparazione, vuoi per le poche partite disputate finora i ducali non sono riusciti ad esprime un gioco sempre riconoscibile. Gli scarsi risultati possono essere indice di questa mancata preparazione della squadra sui nuovi schemi. Il Parma, infatti, ha guadagnato solo 4 punti in 5 partite ed il quarto peggior attacco del campionato. Al di là della crisi di risultati, però, alcune idee del calcio di Liverani sembrano già chiare.

Partire dalla difesa

La cosa su cui abbiamo più certezze è il modulo: 4312. Il Parma di Liverani si schiera con lo stesso modulo usato dal Lecce, come a dimostrare la sua continuità di intenti. Come per ormai gran parte delle squadre europee, il gioco del Parma parte dal portiere con una costruzione fatta di passaggi corti. L’obiettivo è, una volta superata la prima linea di pressione, verticalizzare per allungare la squadre avversario e affrontare una difesa che corre all’indietro.

Indice di questa scelta è il fatto che, anche avendo a disposizione due punte di ruolo, in quattro partite su cinque Liverani ha scelto di partire con la coppia Karamoh – Gervinho. Entrambi nascono nel ruolo di ala, e anche come coppia di attacco entrambi tendono a partire larghi. Sfruttando la loro velocità, però, riescono ad allungare le difese avversarie tagliando in verticale, in più con grandi capacità nell’uno contro uno destabilizzano i sistemi difensivi più conservativi. Sia problemi in costruzione, sia la poca lucidità sotto porta, però, hanno reso sterile l’attacco ducale che sicuramente dovrà migliorare molto per centrare gli obbiettivi stagionali.

Nell’azione del gol segnato da Kucka al Verona Karamoh si abbassa per ricevere sul giropalla difensivo del Parma. Sulla verticalizzazione ricevuta brucerà il diretto avversario per poi crossare sul secondo palo. Fuori dall’inquadratura, Gervinho tiene una posizione molto simile al compagno di reparto sull’out opposto.

Difendere

Così come l’attacco del Parma non è perfettamente rodato, anche la difesa è un cantiere aperto. Di solito tengono una linea difensiva medio-alta rimanendo una squadra corta nelle fasi di pressing. Quando gli avversari superano il primo pressing si abbassano rinunciando alla pressione e aspettando più vicino alla propria porta. Nelle prime partite gli schemi sono saltati spesso per colpa di molti errori di marcatura e di posizionamento. Difensivamente è una squadra fragile, che commette errori di squadra ed individuali. Questo è l’aspetto che Liverani dovrà migliorare di più.

Come arriva al match di domani

Come abbiamo detto non è un gran momento per il Parma di Liverani che viene da un pareggio e una sconfitte nelle ultime due partite con due dirette rivali per la salvezza, lo Spezia e l’Udinese. Sei gol subiti in tre partite (contando quello segnato dal Pescara in Coppa Italia) sono troppi e Liverani dovrà correre ai ripari per potersela giocare con i nerazzurri. In attacco i 3 gol segnati Coppa Italia posso dare ottimismo ma servirà di più per impensierire la squadra di Conte.

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