Parliamo di Sanchez

Parliamo di Sanchez

A furia di evidenziare la forza di tutta la panchina, non si è dato abbastanza risalto al vero asso nella manica di Antonio Conte: parliamo di Sanchez.

La rocambolesca vittoria di sabato sera ha inevitabilmente messo in risalto la qualità, la quantità e se vogliamo dirla tutta anche la “cazzimma” su cui il tecnico salentino può contare quando le cose non vanno. Molti giornalisti e addetti ai lavori, a furia di rincorrere però lo stupido tormentone “ignorante” con Vidal e Nainggolan al cambio, si sono dimenticati come spesso capita, di parlare di calcio. E così, giocate straordinarie, come quelle di Alexis Sanchez, rischiano di essere confinate a un 7 in pagella o nella migliore delle ipotesi a un piccolo trafiletto.

Proprio il cileno infatti – e nessun altro a parte lui – ha preso per mano la squadra portandola a una vittoria insperata. Prima l’apertura geniale per Hakimi: una palla col contagiri dal limite per il marocchino soltanto da spingere in area. Poi la pennellata sul colpo di testa di D’Ambrosio. Non è la prima volta che l’ex attaccante di Arsenal, United e Barcellona, toglie le castagne dal fuoco prendendosi la scena in pochissimi minuti. Era già accaduto post-lockdown: il suo sembrava un riscatto scontato come tanti altri. Scontato nel senso di impossibile chiaramente.

Poi giocata dopo giocata, qualcosa deve essere scattata anche nella testa del rude Conte. Si potrà mai rinunciare a tutta questa qualità? Risposta chiaramente scontata. Perché no, non è possibile. Così un’operazione magistrale dell’Inter. Ingaggio spalmato su più anni (la Maravilla ne guadagnava 15 a stagione contro i 7 di ora) e giocatore acquistato a costo zero. Un po’ insomma come fa il Cagliari con noi.

Sanchez è di gran lunga il giocatore più forte tecnicamente della rosa. Ad ora probabilmente, è uno dei pochissimi – se non l’unico – ad aver realmente dimostrato di essere un campione eccezionale. Conte lo sa e se ripensasse probabilmente a quel fallaccio di Cuadrado su di lui in Nazionale, si morderebbe le mani. Cosa sarebbe potuto essere dell’Inter dell’anno scorso con un Alexis in più? E’ difficile dirlo e ragionare coi se. Possiamo affermare con certezza però che siamo nei suoi piedi quest’anno. Il cileno è l’unico (tecnicamente) in grado di saltare l’uomo in 1 vs 1: quando le difese avversarie si chiudono, può far saltare gli schemi. Inoltre, ha esperienza, carisma, carattere. I compagni contano su di lui e sulla sua personalità.

Per superare la Juventus e superare i gironi sarà indispensabile averlo al top della condizione. Antonio Conte lo sa e già nella sfida col Benevento ha deciso di impiegarlo dall’inizio. Da lui si aspetta qualità, quella stessa che non ha ancora ottenuto da Eriksen. E soprattutto gol: se c’è una cosa che è mancata a Sanchez lo scorso anno sono stati proprio i gol. Noi siamo fiduciosi. Perché ci piace vederlo giocare e perché siamo convinti che il meglio del repertorio non sia ancora venuto fuori. Tutti parlano del 7 bianconero, noi abbiamo gli occhi puntati sul 7 nerazzurro, quello che ci piace di più. Parliamo di Sanchez!

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