Niente Bundes per Eriksen. Conte, adesso che si fa?

eriksen conte

Niente Bundes per Eriksen. Nell’ultimo giorno di mercato ci sono stati contatti insistenti con due club tedeschi: il Borussia e l’Hertha Berlino. Gli ultimi in particolare hanno tentato ieri il tutto per tutto: prestito secco con il 70% dell’ingaggio pagato. Opzione poco gradita sia dal danese che dalla stessa Inter. La società nerazzurra non ha però bloccato sul nascere i discorsi: di fronte a una vera offerta magari con una solida parte cash, avrebbe lasciato andare il danese. La notizia ieri è passata un po’ in sordina, ma ha un peso specifico notevole. Dopo pochi mesi in nerazzurro (in piena emergenza sanitaria) la società sarebbe stata pronta a sconfessare l’investimento di gennaio.

Adesso però il danese è rimasto e l’Inter lascia filtrare che è al centro del progetto. Conte per metterlo nelle condizioni ideali ha già detto di aver scelto il modulo con il trequartista. Sarebbe curioso però capire dall’allenatore salentino con quali compiti. Chiaramente per caratteristiche tecniche lui non potrà mai essere il Barella visto domenica contro la Lazio (per fortuna). Quindi un giocatore di quantità, pronto immediatamente a rincorrere all’indietro l’avversario in caso di palla persa. Può offrire però a differenza dell’ex Cagliari delle soluzioni importanti in rifinitura. Molte volte gli attacchi dell’Inter si fermano proprio sulla trequarti.

La soluzione preferita da Sensi, da Barella e da chiunque arriva con il pallone tra i piedi dal limite è la ricerca dell’attaccante. Quindi appoggio su Lukaku o su Lautaro, nel tentativo di scardinare l’area e di accompagnare l’azione quasi in maniera rugbistica. Il problema è che gli avversari conoscono bene questa soluzione e spesso fanno da schermo obbligando poi l’Inter a difendersi in inferiorità numerica. Con Eriksen si perde sicuramente qualcosa in fase di ripiegamento, ma l’ex Tottenham vede linee di passaggio invisibili ai giocatori normali oltre a possedere notevoli doti di tiro dal limite.

Quando un feeling non scocca è difficile dare le colpe solo a una parte. Sia Conte a fare passi verso il ragazzo, ma sia anche lo stesso Eriksen ad accelerare il processo di ambientamento nel calcio italiano. Su di lui la responsabilità di un ingaggio da star (solo Lukaku guadagna quanto il danese) e le aspettative di un’intera piazza che vorrebbe urlare il suo nome. Il tempo però scorre veloce e a Milano si finisce presto per passare da Eriksen a Joao Mario. Conte dovrà offrirgli protezione tecnica, provare quanto meno a metterlo nelle condizioni ideali (0 minuti in campo magari anche no). L’idea di una mediana abbottonata con Vidal e Barella convince, la soluzione migliore anche per l’equilibrio però, sembra un 3-5-2. Danese mezz’ala come Sensi lo scorso anno con licenza di offendere e svariare. Niente Bundes per Eriksen adesso: è presto per diventare Joao Mario all’Hertha Berlino.

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