Nainggolan è in debito con l’Inter: non tutti hanno la Sindrome di Stoccolma

Nainggolan è in debito con l'Inter

Radja Nainggolan è in debito con l’Inter. Dopo una trattativa infinita che non ha dato l’esito più atteso da tutte le parti in causa, il belga è rimasto a Milano agli ordini di Antonio Conte. La permanenza del centrocampista è stata accolta con grosso favore da parte della tifoseria nerazzurra. Sui social, tantissimi messaggi di incoraggiamento e un grande hype legato alla lunga lista di nomi che vanta adesso il centrocampo. Già negli incroci a San Siro col Cagliari dello scorso anno, lo stadio e la curva in particolare, hanno riservato sempre un’accoglienza da re al calciatore di origini vietnamite. Una sorta di Sindrome di Stoccolma, verrebbe da dire, pensando allo scarso contributo di Nainggolan nella sua esperienza all’Inter.

In pochi sembrano ricordare il lutto di Nainggolan ai tempi dell’addio alla Roma. Un lutto che si è consumato anche dopo i primi mesi all’Inter: indimenticabile l’audio choc sulla nostalgia del giallorosso. “Voglio tornà – le parole del Ninja a un amico – Boh, mò da quanto sò amico di Totti, magari spingerà lui… Ma poi dovrei fare un casino qui per potermene andare, capito?”. Con tanto di chiosa finale: “Mi danno tutti per finito… Ma va bene – prosegue in un altro audio – tanto ho sempre dimostrato sul campo e poi alla fine sono sempre stati zitti. Ma, se tra un po’ mi vengono a leccare il culo, alcuni interisti, ti giuro che gli rompo il culo a tutti”.

Parole a cui non hanno mai fatto seguito delle vere e proprie scuse da parte del numero 44. Tantissime prestazioni sottotono, vita mondana e inchiostro sui giornali di gossip. Il centrocampista ha fatto sfoggio del suo peggior repertorio con una condizione fisica inaccettabile. Tante passeggiate in campo (in Champions col Tottenham Spalletti fu costretto alla sostituizione) e un contributo non all’altezza dell’ingente spesa fatta per acquistarlo. Qualche gol memorabile (quello decisivo per l’UCL contro l’Empoli e lo splendido tiro contro la Juve) non sono bastati a salvare il salvabile.

Fino ad arrivare alla situazione attuale. Il giocatore ha mosso mari e monti per lasciare Milano, salvo poi rimanere con un pugno di mosche in mano. La promessa di Giulini di riportarlo a Cagliari a prezzo di saldo, si è rivelata una bugia. Il belga si è reso indisponibile per gli ultimi match contro Benevento e Lazio portando per giunta Marotta a dichiarare: “Non tratterremo calciatori scontenti”. Nelle ultime uscite in nerazzurro (tra Lugano e la partita contro la Fiorentina) Nainggolan è apparso sulla falsa riga dell’ex calciatore. Adesso sta a lui, in pochi mesi riconquistare il rispetto di chi in questi mesi non ha dimenticato le sue mancanze di rispetto nei confronti di una maglia gloriosa. Nainggolan è in debito con l’Inter e avrà solo tre mesi per ripagarlo.

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