Le ragioni del “crollo” di Vidal

Le ragioni del crollo di Vidal

Sta scoppiando un caso attorno ad Arturo Vidal. Il centrocampista è finito nel mirino di stampa e tifosi per le ultime prestazioni deludenti, a Madrid ad esempio è stato senza dubbio il peggiore in campo. L’ex Barcellona è stato reclamato a gran voce da Conte in tutte le sessioni di mercato, da quando il tecnico siede sulla panchina dell’Inter. Alcuni ironicamente dicono: “Sembrava che senza di lui non si potesse giocare a calcio“. Ma quali sono le vere ragioni della sua involuzione? Molte volte si tende a cavalcare dei trend e non ci si sofferma poi ad analizzare le criticità di un singolo. Diventa tutto un bollare, quasi nocivo e irritante per chi poi si trova a dover andare in campo.

C’è da fare una premessa doverosa. Nelle sue prime apparizioni con la maglia nerazzurra, Vidal non aveva per niente sfigurato. Il suo impatto contro la Fiorentina all’esordio aveva dato la scossa per la vittoria, a Benevento e con la Lazio fu tra i migliori in campo. Anche nel derby perso col Milan il cileno – non più brillantissimo come un tempo – è sembrato l’ultimo a mollare. Poi Vidal è incappato in una serie di errori o come direbbe qualcuno “infortuni“. Il rigore procurato col Borussia, con tanto di marcatura persa, altre prestazioni sottotono fino poi ad arrivare alla pessima partita di Madrid. Per individuare i motivi del suo “crollo” affronteremo due macrotemi: la sua condizione fisica e la posizione tattica in campo.

Partiamo dalla prima: per il tipo di gioco che ha, Vidal non può essere lo stesso giocatore di anni fa. Il cileno fa dell’irruenza, dell’aggressività e della corsa il suo mantra. Conte lo considera imprescindibile nell’11 titolare, anche contro il Parma non è riuscito a concedergli pieno turnover (a lui in compito di suonare la carica quando non si vince). Forse sarebbe il caso di iniziare ad avere col cileno una gestione diversa da quella che poteva avere alla Juve 8 anni fa visto che ha 33 anni e viene da stagioni in cui si è rivelato prezioso, proprio perché gestito. Di seguito infatti, il minutaggio di Vidal nella prima parte di stagione col Barcellona (dati Transfermarkt). Numeri che non meritano ulteriori commenti.

Passiamo alle ragioni di tipo tattico. Conte è consapevole ovviamente di questa situazione e per gestirlo meglio (col fine di goderne di più) lo ha arretrato in una posizione più bassa. Il cileno nel 3-4-1-2 è lo schermo della difesa, con Brozovic o Gagliardini ad agire con maggiore propulsione offensiva. Nel 3-5-2 da mezzala come si è visto per la prima volta in stagione col Real Madrid, rimane sempre più abbassato (con Brozovic metodista) lasciando Barella come vertice più alto anche se decentrato del centrocampo. Nelle sue scorribande offensive è riuscito a risultare decisamente pericoloso, vista la grande abilità nell’inserimento e nella capacità di far correre il pallone. Dai suoi piedi è nato il gol di Perisic e da un’altra iniziativa l’occasione migliore del primo tempo. Non si contano però gli errori in fase di non possesso e nella gestione della palla.

Conclusione: Vidal non può giocare tutte le partite e per essere utile deve riposare (tanto). Inoltre quando gioca dovrebbe farlo in un ruolo più avanzato, visto che l’inserimento dei centrocampisti – oltre a essere una delle sue maggiori skills – è una delle cose che più sta mancando all’Inter.

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