Le pagelle di Shakhtar-Inter: Hakimi è uno scherzo, Vidal in infradito. Conte, sei da 4,5

Antonio Conte

HANDANOVIC 6 – Non si scalda neanche i guantoni, zero interventi: si gioca a una sola metà campo.

D’AMBROSIO 5.5 – Ha un atteggiamento propositivo e coraggioso: spesso però piedi così “modesti” non fanno altro che ammazzare la manovra. In certe partite servirebbe tocco, velocità e spinta. Combina poco.

Darmian sv

DE VRIJ 6 – Fa compagnia ad Handanovic per larghi tratti della gara. I due hanno modo di scambiare opinioni e discutere delle chiusure del governo. Si fa notare in gioco solo quando dà il là al solito giropalla sterile.

BASTONI 5.5 – Stavolta è molto impreciso in fase di impostazione: la condizione dopo la malattia non è evidentemente delle migliori. Lo Shakhtar però spinge talmente poco che da quel lato l’ex Parma e Atalanta soffre poco e niente.

HAKIMI 5 – Abbiamo imparato a conoscerlo come un treno ad alta velocità, ma stasera quel treno non è mai partito. Ingolfato, goffo, lento: si distingue solo per un paio di accelerazioni in cui sbaglia la scelta finale. Dai, fratello di Hakimi: richiama Achraf, questo scherzo che giochi tu non fa ridere.

BROZOVIC 5.5 – Ennesima insufficienza per il numero 77 da quando è iniziata la stagione. Stavolta la delusione però è maggiore: Conte gli lascia le chiavi della regia (come piace a lui), il croato va a pochissimo all’ora. Di tagli fatti come si deve se ne ricordano un paio, le altre scelte non sono da grande giocatore.

VIDAL 5 – Sembra aver messo ai piedi due infradito: il cileno sbaglia quasi tutto quello che può con la palla tra i piedi. Senza la sfera, non è che ci sia molto altro da fare: sì, qualche buona chiusura preventiva, ma lui doveva essere l’uomo del salto di qualità.

Eriksen sv

YOUNG 5.5 – Partita dai due volti. Buon primo tempo in cui l’inglese sembra accompagnato dalla testa e dalle gambe: scelte intelligenti e insidiose (anche se mai davvero efficaci) e qualche apprezzabile chiusura. Il secondo tempo è pessimo: l’ex United sbaglia tutto quello che tocca e nel finale rischia di combinare una frittata.

BARELLA 5.5 – Corre, corre, corre. Ma dove va? È vero che ci mette volontà, è vero che si abbassa, si alza, recupera qualche pallone. Ma in partite così a fare la differenza sono i piedi buoni: schierare l’ex Cagliari sulla trequarti non può e non deve essere la prima opzione dell’Inter.

LAUTARO 4.5 – Davvero imbarazzante la prestazione del numero 10. Oltre a sembrare in chiaro ritardo di condizione, pare avere anche un atteggiamento abbastanza indisponente. L’errore clamoroso con cui spedisce (di tanto) a lato, la respinta del portiere ucraino, è lo specchio della sua gara indegna.

Pinamonti sv

Perisic 5 – Entra a combinare non si sa bene cosa. Non salta l’uomo neanche in fila al supermercato, è impreciso come mai da quando è all’Inter: doveva essere la sua rinascita questa stagione, sembra il suo declino.

LUKAKU 5 – La sua regia offensiva stavolta è horror. Lo ricordiamo solo per la sfortunata traversa colpita da calcio di punizione, ma il belga – come già suggerito sabato scorso – sembra stanco e appesantito. La squadra continua ad appoggiarsi solo e sempre su di lui, anche quando non gira. Masochismo?

CONTE 4.5 – Si gioca a una sola metà campo, lui però da buon testone cambia poco e mantiene (???) la calma per tutta la gara, quasi come a dire “ragazzi non c’è fretta”. Il primo cambio arriva al 65′ ed è Perisic per Lautaro, una mossa che non sembra supportata da uno straccio di piano tattico. Eriksen scalda la panchina per 80 minuti e non si capisce perché, visto che servirebbero proprio le sue “visioni” in una partita così bloccata. Peccato però che la sua Inter oltre a mostrare un gioco lento e prevedibile, sta anche compromettendo per il terzo anno di fila la qualificazioni agli ottavi. Adesso servirà qualcosa simile all’impresa. Speriamo per lui che si stia “godendo il percorso”, come non smette mai di ricordarci.

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