Le pagelle di Inter-Shakhtar: che fallimento

HANDANOVIC 6 – Si fa notare in due occasioni: sul tiro telefonato di Dodò e in occasione del disperato assalto finale.

SKRINIAR 7 – Sprazzi di uno Skriniar che pensavamo di aver abbandonato per sempre con la difesa a 3. Roccioso.

DE VRIJ 6 – Un intervento importante nel finale su Salomon, per il resto – risultato a parte – gioca una partita insolitamente tranquillissima.

BASTONI 5.5 – Tra i tre è quello che va maggiormente in affanno. Fatica anche a fare scelte corrette in fase di impostazione.

HAKIMI 6.5 – Rinato dopo la sfida contro il Bologna. Non era la sua partita, avrebbe avuto bisogno di spazio ma gli ucraini non gliene hanno mai concessi. Lui però ha saputo dare dal suo lato spinta e cross.

BARELLA 5.5 – Inizia a mille ed evapora dopo 5 minuti. Non è colpa sua.

BROZOVIC 5.5 – Ordinaria amministrazione ma era lecito aspettarsi di più. La palla in alcune occasioni, le più importanti, sembra proprio scottargli.

GAGLIARDINI 5 – Non era la sua partita e lo sapevano anche i pochissimi steward presenti a San Siro.

YOUNG 5 – Una grande delusione. Lo abbiamo apprezzato quasi per tutta la scorsa stagione, anche perché il contributo è stato nettamente superiore alle aspettative. Ma quest’anno sta mancando del tutto e la partita contro lo Shakhtar ne è un esempio lampante.

LUKAKU 5 – Poco da dire, era l’uomo più atteso e ha deluso. Sfortunato nell’episodio della “parata” su Sanchez, ma poco lesto. Come in tutta la gara.

LAUTARO MARTINEZ 5.5 – Sembra uno tsunami con quella traversa presa sul pronti-via, invece è il solito Lautaro visto tante volte in questa stagione. Poco spietato quando servirebbe.

ALL. CONTE 4 – Fallimento sotto tutti gli aspetti: tecnici, tattici, comunicativi. Chiede calma quando la squadra va a passo di bradipo, non interviene quando dovrebbe con le sostituzioni, chiede di mangiarsi il prato quando ci sarebbe da trovare dei corridoi. È artefice del peggior risultato della storia dell’Inter in Champions League.

PERISIC 5.5 – Entra in un momento delicato e risulta incisivo quanto Young. Mezzo voto in più per il coraggio mostrato quanto meno nel tentare delle giocate.

ERIKSEN 6.5 – In soli sei minuti e senza ritmo partita rompe gli equilibri depressivi della partita, cercando con insistenza il gol della vendetta. Tanto basta per umiliare l’allenatore.

D’AMBROSIO sv

DARMIAN sv

SANCHEZ 6.5 – Come Eriksen, ci mette classe e cattiveria andando seriamente a impensierire la folta difesa avversaria. A fermarlo è… Lukaku!

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