Le pagelle di Inter-Milan: vergogna Kolarov. Conte mette in imbarazzo tanti calciatori

Le pagelle di Inter-Milan

Le pagelle di Inter-Milan dopo il 2-1 per i rossoneri andato in scena a San Siro.

Una doppietta di Ibrahimovic manda al tappeto Antonio Conte: inutile il gol di Lukaku al 29′. Partita che lascerà parecchi rimpianti: tante, troppe, le occasioni sprecate dalla squadra nerazzurra. Servirà riorganizzare presto le idee: assenze a parte, la situazione non sembra sotto il pieno controllo del tecnico. Le pagelle di Inter-Milan:

HANDANOVIC 6 – Ormai è una costante quella di vederlo immobile davanti alle conclusioni dalla distanza avversarie. In occasione del rigore, come sempre troppo lento nell’uscita. Sfortunato infine, nella respinta sfortunata sulla conclusione dal dischetto di Ibrahimovic.

D’AMBROSIO 4.5 – Stavolta la garra non basta. Troppa poco lucidità con il pallone tra i piedi, consegna al Milan 3-4 palloni elementari che tagliano le gambe alla manovra offensiva. Rafael Leao gli fa vedere le stelle.

DE VRIJ 6.5 – Giudizio di stima per il difensore olandese: è l’unico a reggere il colpo con dei compagni di reparto letteralmente disastrosi. Ibrahimovic si allarga sul lato per scansarlo, lui purtroppo non può fare di meglio.

KOLAROV 4 – Era da tempo che non si vedeva una prestazione difensiva così improponibile. Regala un rigore al Milan senza attenuanti e si dimentica, in occasione del secondo gol, Ibrahimovic. Sembra non avere la minima idea di cosa fare in quel ruolo, prova che mette in imbarazzo tutti: da se stesso a chi ce lo ha messo.

HAKIMI 6 – Il Frecciarossa è in orario e sfreccia sempre sul suo binario. Sciupa una grande occasione da gol, ma gli si può rimproverare poco e niente: è solo dal suo lato che l’Inter fa paura.

BROZOVIC 5 – Non ci stancheremo mai di dirlo: nei due di centrocampo non può giocare. Calhanoglu gli fa vedere i sorci verdi, lui lascia praterie a chiunque lo punti. Impressiona in negativo anche in fase di costruzione: troppi tempi di gioco persi.

VIDAL 6 – Decisamente provato dai tanti impegni in Nazionale. Non gli si può rimproverare nulla, per impegno, per quantità, per qualità. Viene a mancare però quando c’è da chiudere le azione: Conte lo tiene troppo arretrato. La lucidità non è quella dei tempi migliori.

BARELLA 5.5 – La sua insufficienza è uno schiaffo ad Antonio Conte: non può agire da trequartista! Nonostante le tante giocate imprecise, gli errori in rifinitura, non può però non essere applaudito. È l’anima di questa Inter, in quel ruolo è una bestemmia.

PERISIC 5 – Sul voto pesa l’inesistente fase difensiva: saltato regolarmente da Calabria, non si ricordano contrasti vinti e palloni recuperati. In attacco parte malissimo, poi si rifà con l’assist a Lukaku e con qualche altra buona iniziativa.

LUKAKU 6.5 – Lotta come un leone e sembra l’unico a crederci fino all’ultimo secondo. Sarebbe stata una prestazione eroica però, se sotto porta avesse avuto maggiore lucidità. Il belga corre tanto e nei momenti decisivi manca spesso la scelta migliore.

LAUTARO 5.5 – Gioca un gran primo tempo, marca visita nel secondo. Si iscrive a pieno diritto nella lista di quelli che servirebbe qualcosa in più. D’altronde non impensierire mai una difesa, tutt’altro che granitica, come quella del Milan, non è propriamente quello che ci si aspetterebbe da lui.

ERIKSEN 6 – Tutti lo ricorderanno per quel controllo sbagliato nel finale. Noi lo vogliamo premiare con la sufficienza perché si è calato nella gara con umiltà (forse troppa). In un paio di occasioni ripiega alla grande in difesa, il gioco caotico espresso dalla squadra però è qualcosa che ha poco a che fare con il suo modo di interpretare il calcio.

SANCHEZ sv – Mossa della disperazione a pochi minuti dalla fine: la zampata decisiva stavolta non c’è.

CONTE 4 – La squadra messa in campo sembra senza né capo né coda. Si appoggia sulle giocate dei singoli e manca completamente di equilibrio in ogni zona del campo. La difesa è messa in imbarazzo dagli attacchi a pieno organico: sulle ripartenze gli avversari – siano Milan, Lazio, Fiorentina o il Benevento – si corrono sempre pericoli. Cambi? Come sempre in ritardo. Un ultimo appunto: i giocatori vanno messi nel loro ruolo (Brozovic, Perisic, Kolarov). Se un modulo diventa più importante delle qualità di un calciatore, vuol dire che forse qualcosina non funziona.

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