Le pagelle di Inter-Fiorentina: Sanchez MVP

Le pagelle di Inter-Fiorentina

Le pagelle di Inter-Fiorentina evidenziano le tanti luci e ombre avute dalla squadra nerazzurra per tutto l’arco della gara. Dal migliore in campo Alexis Sanchez all’impalpabile Ashley Young, andiamo a scoprire le prime pagelle della stagione.

HANDANOVIC 6 – In occasione del gol di Chiesa, Perisic gli chiama l’uscita ma lui resta fermo e piantato in area. Sulle conclusioni che portano i Viola ai gol è incolpevole, il miracolo su Kouamé gli vale la sufficienza.

D’AMBROSIO 7 – Violentato calcisticamente da Frank Ribery. Appena il francese esce, alza il suo raggio d’azione e sigla il gol vittoria. La partita che fa sembra uno spot della sua carriera: tanti limiti coperti da due palle così.

BASTONI 6 – Gara dai due volti la sua. Se è vero che condivide colpe con i suoi compagni di reparto per qualche buco di troppo, è anche vero che fa una partita di grande personalità. Tanti palloni recuperati nella metà campo avversaria, con un’ottima impostazione palla al piede che non fa rimpiangere la regia di De Vrij.

KOLAROV 5 – In difesa è veramente un colabrodo: gli attaccanti della Fiorentina, dal suo lato, fanno letteralmente quello che vogliono. Quando però è la squadra nerazzurra a tenere il possesso, partecipa al giropalla in maniera illuminata.

YOUNG 4.5 – Pessima prestazione dell’esterno inglese, impalpabile in entrambe le fasi di gioco. L’ex United non sembra neanche brillante dal punto di vita della condizione, mistero come Conte lo abbia potuto preferire ad Hakimi.

BARELLA 5.5 – Si fa ammonire ingenuamente dopo poco e finisce per essere condizionato per tutto il resto della gara. Si fa notare solo quando con una percussione delle sue ispira l’azione del pareggio.

BROZOVIC 5.5 – Partita da luci e ombre, quella del croato. Ci mette tanta buona volontà per far girare palla e verticalizzare, trovando talvolta soluzioni interessanti. In fase difensiva sembra però totalmente inefficace. E’ un playmaker adattato da interno, si vede.

PERISIC 5.5 – Anonima la prima vera prova da esterno basso. Per lunghi tratti di gara sembra addirittura fuori dal gioco: lo si nota solo negli ultimi metri dove con assist e inserimenti prova a rendersi pericoloso.

ERIKSEN 5 – Un violinista in un gruppo metal: ne apprezzi il tentativo, magari a tratti funziona pure, ma nel complesso non ci siamo. Conte sembra avergli dato libertà, forse troppa nell’interpretazione del ruolo di trequartista. E’ come se gli avesse detto: noi giochiamo trequartista per te, ora vedi tu cosa devi fare.

LUKAKU 6 – Anche se sigla un gol fondamentale a pochi minuti dalla fine, non è letale come suo solito davanti alla porta. Dragowski lo ipnotizza in un paio di occasioni, anche sul gol fatto non “conclude” nel migliore dei modi. La sua grossa stazza fisica sembra portarlo inoltre a un prevedibile ritardo di condizione.

LAUTARO 7 – Non sembra in giornata di grazia: tanti controlli sbagliati non da lui e molti tocchi imprecisi. Quando la squadra va in difficoltà, però, è lui a prenderla per mano trovando prima un gol strepitoso da fuori e poi propiziando l’autogol.

SANCHEZ 8 – Campione assoluto che entra e in pochi minuti conduce la squadra alla vittoria con due pennellate d’autore. Nettamente il giocatore più tecnico (e decisivo) della rosa.

VIDAL 6 – Entra e dà ritmo alla manovra.

NAINGGOLAN 5 – La sua sembra una condizione fisica preoccupante, entra con le squadre già stanche e sembra quello più in affanno. Sbaglia tanti tocchi, gratuitamente falloso. Cosa fare del suo futuro?

SENSI 7 – Entra alla grande in partita: subentra ad Eriksen sulla trequarti ma sembra andare al doppio della velocità.

HAKIMI 7 – Pochi minuti per far capire chi è l’esterno più forte della squadra. Appena entra, dal suo lato la Fiorentina va in costante apprensione. Stupendo l’assist per Lukaku.

CONTE 5.5 – Il 3-4-1-2 è un metodo che continua a offrire perplessità, soprattutto in fase difensiva. In sala stampa parla di “equilibrio”, prendendosela con chi non partecipa con la stessa intensità a tutte e due le fasi. Quello che espone però, non sembra il problema principale. La squadra presenta due terzini in difesa, due attaccanti esterni ai lati del centrocampo e due centrocampisti offensivi in mezzo più un trequartista. Cosa si aspetta?

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