10 buone ragioni per non vendere Brozovic

Brozovic

L’Inter gli ha messo un cartellino con il prezzo sulla maglia, ma ci sono almeno 10 ragioni per non vendere Brozovic. Per onestà intellettuale, prima di andartele a elencare, ho intenzione di rinfrescarti la memoria ricordandoti perché il croato è sul mercato.

1 – Il suo contratto da 3.5 mln netti/annui scade a giugno 2022. La richiesta dell’entourage del croato è di 5 milioni di euro, l’Inter non è disposta a darglieli.

2 – Gli atteggiamenti fuori dal campo non sono piaciuti alla società: dall’episodio della sospensione della patente alla sfuriata in Pronto Soccorso.

3 – Poca propensione al 3-4-1-2: in un modulo che prevede il trequartista non ha convinto Antonio Conte. In Brozovic manca il passo dell’incursore vero e proprio.

4 – Tra i giocatori importanti – insieme a Skriniar – è quello di cui maggiormente si ritiene di poter fare a meno.

5 – Ha mercato perché piace a tante grandi squadre in Europa. Incassare una bella cifra dalla sua cessione sarebbe respiro per il bilancio e per il mercato: si virerebbe su un profilo di altro tipo (vedi Kanté).

Ma quali sono le ragioni del NO?

1Insieme a Eriksen è l’unico giocatore di qualità del centrocampo. Per competere a certi livelli – soprattutto in Europa – è necessario mettere chi sa trattare la palla, nelle condizioni di farlo.

2 – Da due anni è il giocatore più costante della squadra. Come tutti, ha avuto delle partite no. Vedi De Vrij, vedi Lukaku.

3 – Ha imparato a difendere molto bene. Il suo posizionamento come scudo davanti alla difesa è decisamente migliorato da quando Conte è seduto sulla panchina dell’Inter. Questo si vede sia in fase difensiva, dove Brozovic è sempre molto puntuale nelle chiusure coprendo sempre bene il pallone e nelle situazioni da fermo.

4 – Con Nainggolan e Vidal formerebbe un centrocampo dall’alto tasso alcolico: piedi buoni, palla che viaggia con velocità, inserimenti e muscoli.

5 – Insieme a Eriksen e Kolarov, è il miglior battitore di calci piazzati (corner e punizioni dalla trequarti).

6 – Macina chilometri in Serie A come nessuno: vero che spesso corre a vuoto, ma in pochi sono presenti come lui durante tutto l’arco di una gara.

7 – Tra i tanti nomi fatti (da Kanté a N’dombelé) non c’è un profilo che realmente garantirebbe un salto di qualità effettivo.

8 – Gioca meglio quando ha vicino compagni che danno del tu al pallone: benissimo con Rafinha e Sensi, decisamente meno bene con Gagliardini e Vecino.

9 – E’ legato all’Inter ed è ben voluto da tutto lo spogliatoio: impossibile non ricordare poi il suo meraviglioso mancino al volo nel derby con la fascia da capitano.

10 – Non è il momento migliore per monetizzare dalla sua cessione. Le squadre usano il braccino corto: vendere uno dei migliori centrocampisti del campionato per poco più di 30 milioni sarebbe un delitto.

Insomma, sono fermamente convinto che non vendere Brozovic sia di gran lunga la scelta migliore. Non ci sono i tempi adatti per rimpiazzare un giocatore così importante e come già detto non c’è possibilità di massimizzarne la cessione. Non ora quanto meno. #KeepBrozo

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