Il “percorso” di Conte è come il Truman Show

Conferenza Conte-marotta

Anche ieri dopo la pesante sconfitta di Madrid, è arrivata puntuale la grande soddisfazione del tecnico. Conte finalmente riconosce la sua Inter e si chiede addirittura quanti potessero immaginare una squadra con questo atteggiamento su un campo così difficile. Secondo l’allenatore, nonostante l’ultimo posto del girone e gli affanni in campionato contro avversari modesti (Milan compreso), la squadra registra grandi miglioramenti. Addirittura superiori a quelli che la videro giocare un primo tempo leggendario al Camp Nou in un girone di ferro. Che dire, siamo stupiti, quasi affascinati. Il talento del tecnico si manifesta forse proprio nel vedere cose e passi in avanti, invisibili al comune occhio umano.

Nella nostra modestia, nella nostra ignoranza (quasi feroce) non ci resta che guardare le partite, analizzare i risultati, insomma tirare le somme in una maniera brutale. Constatare insomma che l’Inter – da quando è iniziata la stagione – ha superato solo la Fiorentina in una maniera rocambolesca, il neopromosso Benevento e il peggior Genoa degli ultimi 10 anni. E rischia di uscire per il terzo anno di fila ai gironi, quando partiva da favorita insieme ai Blancos nella griglia della qualificazione. Il passivo da inizio anno conta 15 gol subiti dall’inizio della stagione (3 Fiorentina, 2 Benevento, 2 Borussia, 2 Milan, 3 Real, 1 Lazio, 2 Parma in ordine sparso), la classifica ci vede a 5 lunghezze dal Milan dopo sole sei giornate.

La settimana scorsa il nostro articolo “Le dichiarazioni da paraculo di Conte” ci è costato qualche critica: troppo duro o intertriste come lo ha definito qualcuno. Il punto è che vorremmo sentire l’allenatore parlare per una volta di calcio, in maniera sincera e trasparente. Di lettura delle partite e di sostituzioni, di una squadra che aggredisce gli avversari con incoscienza e subisce una ripartenza in un momento decisivo.

L’anno scorso sembrava sempre colpa di qualcuno: società, acquisti, mancati acquisti, ufficio stampa, comunicazione, cinesi, esperienza, avversari. Quest’anno il mantra sembra essere raccontare una realtà deviata, in cui è improprio non godersi un percorso i cui numeri sono paragonabili solo all’era De Boer. Dovremmo essere felici di lui perché la squadra crea occasioni ma incazzati con chi le spreca. Insomma, il Truman Show di Antonio Conte ci lascia confusi, decisamente confusi. Peccato non sia un film, ma la realtà.



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