Il derby di Tonali: da promesso sposo ad avversario. Ecco perché non sarà rimpianto

Derby di Tonali

Sandro Tonali affronterà l’Inter da avversario dopo essere stato a un passo dal vestire nerazzurro. L’Inter non lo ha preso per motivi precisi

Quello di sabato sarà lo strano derby di Tonali. Da promesso sposo a rivale, sull’altra sponda del Naviglio. Sì, perché l’arrivo di Sandro Tonali in nerazzurro a un certo punto dell’estate sembrava solo una formalità. Lo stesso amministratore delegato Beppe Marotta aveva sempre espresso un certo interesse per l’ex centrocampista del Brescia. La locandina della TV di Suning che ritraeva Tonali con la maglia nerazzurra – a cui poi ha fatto seguito quella più celebre di Leo Messi – era stata inquadrata come uno spoiler della sessione estiva di mercato. Qualcosa però alla fine non è scattato, dai 40 milioni chiesti da Cellino alla permanenza di Conte. È finita come tutti sappiamo, con l’approdo in rossonero di Tonali.

Ma cosa c’entra Antonio Conte? Potrebbe essersi chiesto qualcuno. Non eravamo presenti, chiaramente, alla riunione del tecnico salentino con la società a Villa Bellini. Sappiamo con certezza però che Conte ha chiesto apertamente altri profili alla società. Giocatori d’esperienza – come Vidal e Kanté – centrocampisti con caratteristiche da 3-4-1-2. Nonostante i paragoni con Pirlo, Sandro Tonali infatti si accosta più al ruolo della mezzala. Grande capacità di corsa, piedi discretamente educati, poca propensione al gol. In un’Inter da 3-5-2 avrebbe potuto fare da vice-Brozovic (o da titolare) davanti alla difesa.

Nonostante Tonali sia molto gradito a Conte, non è stato il giocatore giusto al momento giusto. Conte infatti come ha già ammesso in qualche intervista punta ad alzare sulla trequarti il metodista per fare possesso nella metà campo avversaria. In mezzo è richiesta capacità di verticalizzare istantaneamente e di attaccare l’area, caratteristiche non molto “alla Tonali” poco noto per il suo lavoro “senza palla”. C’è qualcuno che continua però a non averne digerito il mancato acquisto, indicando la permanenza di Conte sulla panchina dell’Inter come un qualcosa di destinato a finire presto. Poco male però, il suo acquisto – dopo la spesa Hakimi – sarebbe finita nel bilancio del prossimo anno.

Il Milan lo ha rilevato con un “obbligo mascherato”. 10 milioni per il prestito, 30 per il diritto di riscatto. Un modo insomma per non metterlo già a bilancio quest’anno. L’Inter continua a pagare Lukaku e Barella, non può precludersi operazioni il prossimo anno. Iniziare con l’acquisto di Tonali avrebbe fatto iniziare il prossimo mercato già con l’acqua alla gola. Ben venga quindi che il primo derby di Tonali sia in rossonero. Questo deve essere l’anno della consacrazione, se non sarà Scudetto l’Inter dovrà contenderselo almeno fino all’ultima giornata superando anche i gironi di Champions. È finito il perenne rinvio al domani, il futuro è adesso.

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