Hakimi già un rebus per la Gazzetta. Ma Chiesa?

Le probabili formazioni di Real-Inter

È bastata qualche prestazione sottotono ad Achraf Hakimi per finire sulle principali prime pagine delle testate nazionali. Puntuali, come sempre, le ombre della stampa che mettono il focus sulla flessione del marocchino. Non è la prima e non sarà l’ultima volta: come spesso accade quando il nuovo acquisto di turno è nerazzurro, la stampa non perde occasione di sottolinearne le presunte falle. Una ritualità “poco simpatica“, come definirebbe qualcuno di noto, che racconta (casualmente?) sempre una verità parziale. Oggi la Gazzetta dello Sport gli dedica un trafiletto con tanto di foto deprimente con l’ex Real e Borussia ko a terra. Il marocchino – secondo la Rosea – sarebbe insieme alla difesa e all’attacco poco cinico, addirittura un rebus per Antonio Conte.

Senza voler entrare nel merito di un’analisi superficiale, non si può dire di certo che Hakimi nelle ultime uscite abbia brillato. Con il Real Madrid si è reso protagonista suo malgrado di un errore grave (condizionato da un netto fallo), con l’Atalanta è rimasto in panchina per poco più di 80′. È facile però sollevare dei casi, inesistenti, senza poi voler realmente entrare in certi aspetti. Hakimi ha fatto un inizio di stagione devastante, ma ha chiaramente pagato il contesto tattico in cui nessuno (ma proprio nessuno) è riuscito a esprimersi a certi livelli. Quale bersaglio migliore però di un 99 pagato 40 milioni su cui vertono le sorti dell’ennesima stagione a digiuno di trofei?

Hakimi ha cambiato sistema di gioco, col Borussia Dortmund agiva da terzino o come esterno di un 3-4-3. Cosa cambia rispetto a ora? Con Conte il suo raggio d’azione è più alto e diventa quasi un esterno di un tridente d’attacco. Viene meno quindi la progressione da dietro, una delle armi principali del numero 2 nerazzurro. Il tecnico sta sfruttando le sue qualità fisiche e di corsa per sorprendere le difese avversarie. È mancato però il lavoro di accoppiamenti con la mezzala e con il difensore laterale, quindi la possibilità di mettere Hakimi nelle miglior condizioni di far male all’esterno di riferimento avversario. Qualcuno gli rimprovera addirittura “occasioni di testa fallite” davanti al portiere, come se fosse la sua specialità.

A pensar male spesso si fa peccato, ma a volte ci si azzecca. La Juventus ha pagato Chiesa 55 milioni dalla Fiorentina, 2 anni in più rispetto ad Hakimi. Un’espulsione, zero gol e un solo assist, condito da tante prestazioni sottotono (collettive e individuali). Non si registrano ancora però dossier sulle qualità del giovane esterno italiano. Giusto, per carità anche perché i giocatori hanno bisogno di tempo per ambientarsi e rodare i meccanismi tattici. Ma perché sempre due pesi e due misure?

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