Gagliardini è sempre di più un oggetto misterioso

gagliardini via dall'inter

Antonio Conte qualche settimana fa in un’intervista lo aveva battezzato come una certezza. Roberto Gagliardini, dopo un brillante inizio di campionato (condito da due gol in Serie A) è ormai da più di due mesi una certezza sì… ma in negativo. Il contributo nelle due fasi è estremamente limitato e limitante per la squadra: l’ex Atalanta sembra essere un corpo estraneo in mezzo al campo. I vari rientri a centrocampo (Vidal in primis) hanno seriamente inciso sulla sua titolarità, quindi sul suo rendimento generale. Con meno continuità in termini di minuti, Gagliardini sembra seriamente risentirne. I mezzi tecnici non sono mai stati “eccellenti” ma il centrocampista era solito compensare con un buon coraggio.

Lo stesso coraggio che gli consentiva ad esempio di attaccare l’area con una certa costanza senza palla e di essere un’opzione interessante in zona gol. Nella gara di Coppa Italia contro la Fiorentina, il classe 94 non è riuscito quasi mai ad andare in luce e a farsi trovare in una posizione consona per consentire lo scarico ai compagni. Tanto da portare Conte ad abbassarlo in maniera considerevole, quasi sulla linea dei difensori, alzando così ulteriormente Perisic, prima di sostituirlo. Gagliardini ha agito quindi praticamente da mezzala sinistra parecchio decentrata. Per non parlare della fase di non possesso.

In Serie A la media di contrasti a partita è di 1.1: non molto per un centrocampista con le sue caratteristiche fisiche. Difensivamente parlando è spesso stato preferito ad altri compagni per assicurare maggiore copertura alla squadra, come a Roma. Il risultato è stato spesso disastroso, con l’Inter che non ne ha guadagnato né in termini tecnici né di copertura. Il mal di pancia di Gomez a Bergamo pareva potesse favorirne un ritorno all’Atalanta, ma le difficoltà societarie e le divergenze sulle valutazioni tra l’Inter e gli orobici hanno precluso definitivamente questa possibilità. Gagliardini adesso dovrà essere bravo, come spesso è stato in momenti difficile (la grande reazione dopo quella traversa clamorosa col Sassuolo ad esempio) e dimostrare di poterci ancora stare in questa rosa.

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