Difesa a 3 o difesa 4? That is the question

difesa a 3 o difesa a 4

Difesa a 3 o difesa a 4, that is the question. Dalla fine dello scorso campionato si è discusso dell’eventuale passaggio della squadra di Conte dal 3-5-2 ad un sistema che prevede la difesa a 4. Molti esperti si sono fatti fautori di questa possibilità, primo Paolo Condò. Provo a fare luce su questa ipotesi.

La storia vive di corsi e ricorsi, di ritorni e di nuovi fasti, neanche la storia della tattica calcistica è immune da questi principi. In origine era la piramide rovesciata . Adesso si è tornati ai fasti del modulo e del sistema con sempre più allenatori, che in virtù dei loro moduli fluidi attaccano usando il 3-2-2-3 e 2-3-3-2. Perché questa premessa? In tutto questo tempo la difesa a tre non è mai passata di moda, sia essa stabile o fluida. Gli integralisti della difesa a 4 spesso si identificano quasi sempre con il calcio di Guardiola. Spesso dimenticando due principi fondamentali del suo calcio ripresi ne tempo in ogni angolo del globo: la salida lavolpianae “falsi terzini”.

In entrambi i casi il mediano si posiziona tra i due centrali creando una linea a tre. Nel primo caso con i terzini che si alzano larghi mentre nel secondo questi ultimi si accentrano formando due triangoli con i difensori. Ho accennato questi casi per arrivare ad un concetto: la difesa a tre è il miglior modo per costruire il gioco dal basso. Sempre a patto di avere i giocatori adatti (non a caso l’inter ha appena comprato Kolarov). Con una linea da tre che in impostazione si allarga molto a coprire l’ampiezza e i due mediani rivolti verso la propria porta la squadra di Conte forma due triangoli che hanno De Vrij come vertice in comune. In questo modo, la scorsa stagione, ha dimostrato di poter saltare tutte, o quasi, le linee di pressing che gli si contrappongono.

In aggiunta a questo sistema consolidato, l’allenatore dei nerazzurri ha dimostrato di avere altre frecce nella faretra per agevolare l’uscita palla. Più volte abbiamo visto come Barella può andarsi a sostituire a Skriniar in costruzione che a sua volta prende il posto dell’esterno destro che si sposta dentro il campo. Questo produce due risultati: più qualità in impostazione e disordinare lo schieramento avversario scambiando le posizioni dei propri interpreti. Ho parlato solo di uscita palla fino ad ora perché penso sia l’arma fondamentale di una squadra “contiana”.

Lo stesso Conte è stato in passato “accusato” di essere un contropiedista da giornalisti abbagliati dalla frequenza con cui i nerazzurri sanno attirare e superare il pressing avversario e sfruttare le praterie lasciate dagli avversari. Ritengo, però, che questa sarà la chiave per puntare allo scudetto. Con l’inserimento di giocatori ancora più adatti a giocare con molto campo davanti e per il maggior coraggio offensivo che sta dimostrando la squadra che non ha paura di rischiare passaggi pericolosi né di spingersi compattamente in avanti.

Per concludere rispondo a chi dice che difendendo a 4 si attacca con un uomo in più. È l’allenatore e la qualità dei suoi uomini a decidere in quanti attaccano non i numeri usati per indicare un modulo. Tornando alla domanda iniziale: difesa a 3 o difesa a 4? Più chiaro di così..

Francesco Garbo

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