Conte punge Eriksen ma dice una bugia

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Antonio Conte punge Eriksen in conferenza stampa. Incalzato dai giornalisti presenti alla vigilia della sfida di campionato contro il Torino, l’allenatore salentino analizza senza mezzi termini la situazione del danese: “Lukaku ha detto che potrebbe fargli bene imparare l’italiano? Non saprei. Come ho detto in precedenza, faccio scelte per il bene dell’Inter. Christian ha avuto tante occasioni, ha giocato più di tanti altri, quando riterrò opportuno lo sceglierò tra i titolari o a partita in corso“. Un dato non veritiero, smentito dai numeri. Eriksen infatti in Serie A quest’anno ha giocato solo 225 minuti. Meno di Vidal (423), Brozovic (418), Barella (522) e dello stesso Gagliardini (237, ha saltato diverse gare per Covid).

Ha giocato più di tanti altri“. Tradotto: più di Padelli, Ranocchia, Pinamonti, l’acciaccato Sanchez, Sensi (…), Nainggolan (nella peggior versione di sempre). Insomma, è sempre più palese l’insofferenza del tecnico al numero 24 nerazzurro. Sicuramente Conte non avrà gradito neanche le dure affermazioni dell’ex Tottenham dal ritiro della propria Nazionale. È però palese come la situazione stia pian piano degenerando: l’inizio di stagione è stato decisamente negativo per molti elementi in rosa, ma l’unico a pagare è sempre stato il solito. Sembra assurdo infatti non poter fare affidamento in un periodo così difficile per i centrocampisti nerazzurri in zona gol, al piede educato di Eriksen.

Per non farsi mancare nulla, nel muro contro muro, Conte ha anche chiuso le porte a un Eriksen in cabina di regia: “No, penalizzerebbe troppo il calciatore. La sua dote migliore è un calcio importante, sia di destro sia di sinistro. Se gliela togli per metterlo davanti alla difesa, finisci per snaturarlo. Il mio è un giudizio tecnico, credo sia più importante rispetto a quello di altri“. Quasi come se tenerlo 90 minuti in panchina non lo penalizzasse del tutto. Conte sembra rispondere tra le righe a qualche opinionista, come Cassano, che aveva paventato quest’ipotesi di Eriksen nella posizione di metodista. Un po’ come a ribadire, alla romana, “Io sò io e voi nun siete ‘n c***o”.

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